Nel fitness come nella vita il fallimento è alla base del processo di apprendimento, è impossibile apprendere bene una cosa senza prima averla affrontata in tutte le sue forme incluse quelle più dolorose. Questo processo è un qualcosa a cui non ci si può sottrarre e che deve essere vissuto in tutta la sua
interezza, ma un conto è affrontarlo da solo un altro è affrontarlo con la guida di un mentore che ti esorta a impegnarti e a rialzarti dopo una sconfitta. In questo senso la figura del personal trainer può essere completamente ripensata fuoriuscendo da quello che è un ambito esclusivamente legato al mondo della sala attrezzi per diventare molto più vicino a quella che è la figura del mentore. Chi scrive infatti è stato seguito per anni da una figura di riferimento che lo ha esortato a dare il meglio di sé in diverse occasioni e paradossalmente nonostante la persona di cui parlo non fosse nel settore del fitness probabilmente è stato il miglior personal trainer che si possa desiderare. La discriminante fondamentale per identificare un buon maestro è a mio modo di vedere la quantità e la qualità dell’esperienza svolta direttamente sul campo.
Quando si tratta di scegliere una guida è sempre meglio partire dal verificare quanti risultati ha ottenuto nella sua carriera prima ancora di valutare i suoi titoli. Questo naturalmente non significa che una preparazione accademica non abbia la minima importanza per un personal trainer, ma l’efficienza operativa con cui affronta determinate situazioni è, a mio modo di vedere, la vera discriminante tra un buon personal e uno semplicemente impreparato. Molto spesso infatti nel fitness la vera sfida per un preparatore consiste nell’applicare concretamente quelle che sono conoscenze teoriche che per molti restano nell’ambito della teoria senza avere il benché minimo contatto con l’applicazione pratica. Un altro aspetto molto importante quando si tratta di individuare con chiarezza un buon mentore è la pazienza. Un percorso di allenamento volto a migliorare la propria forma fisica è un percorso lento e pieno di ostacoli e l’avere un preparatore ansioso di ottenere fin da subito risultati immediati è forse tra le peggiori disgrazie che possono capitare.
Ovviamente il buon personal non deve semplicemente limitarsi ad avere pazienza di suo, ma deve anche fare in modo di trasmette l’importanza di approcciarsi al mondo del fitness senza l’ansia di ottenere tutto e subito. In buona sostanza il buon personal deve sia avere pazienza sia esortare i propri clienti ad averne.

Come scegliere un buon personal?

Risulta chiaro quindi che la scelta di un buon personal è un passaggio cruciale quando si decide di programmare un percorso nel mondo del fitness per cui si tratta di una fase da trattare con tutte le dovute attenzioni. Generalmente per scegliere con criterio sono necessari pochi e semplici accorgimenti. Per prima cosa è bene ricorrere al sempreverde passaparola: se è risaputo che un dato personal tende a portare ad avere dei risultati e a rapportarsi bene con i clienti allora è molto probabile che sia la scelta giusta. Un altro sistema molto utile è quello di stabilire fin da subito un periodo di prova per vedere se ci si trova bene o meno. Lo so, potrebbe non essere piacevole dover prendere le distanze nel caso in cui il rapporto professionale non sia andato a buon fine, ma è di gran lunga preferibile dire di no prima piuttosto che doversene pentire dopo. Infine un terzo accorgimento è quello di prestare molta attenzione alle proprie sensazioni più viscerali: se durante le varie sedute di allenamento ci si sente giudicati e a disagio allora è meglio fare fin da subito un passo indietro perché è probabile che la persona che ci sta seguendo non sia quella giusta. In conclusione la scelta di un buon maestro da cui apprendere è forse una delle cose più importanti da fare quando ci si approccia a qualsiasi nuova realtà dove apprendere, ma risulta di cruciale
importanza quando la materia trattata è così delicata. Il miglioramento della propria forma fisica infatti è un tema estremamente complesso e avere accanto chi ti guida nel modo giusto è tra le prime cose che non possono mancare per raggiungere pienamente il proprio obiettivo.
Come recita il vecchio motto: “in certi casi è di gran lunga meglio essere solo che male accompagnati”.

Prof. Antonio Parroni

Prof. Antonio Parroni

Personal trainer

Diplomato ISSA Europe

Shibumi Shiatsu School
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